Dialoghi rubati tra giovani studenti sulle differenze di genere

di Patrizia Sentinelli –

Nella sala dove svolgiamo un laboratorio di lettura abbiamo appeso il manifesto di convocazione del corteo a Roma per l’8 marzo.
Mentre si lavora una prima ragazzina (prima media) dice fissando il manifesto: “Bene, anche io vado insieme a mia madre”.
A quel punto altre due o tre all’unisono dicono: “Vengo anch’io. Ci vediamo lì”.
Un ragazzino (sempre prima media) guarda il manifesto e chiede, leggendo la scritta Transfemminista: “Cosa significa? È una parola che non ho mai sentito”.
Qualche compagna prova a dire: “Tutti , maschi e femmine e chi vuole”, un altro allora riflette: “ah ho capito anche io. Ho un amico omosessuale”. Un altro invece è incuriosito dal fatto che ci sia scritto corteo: “Ma che è un corteo?”. Risposta di una ragazzina: “Si cammina insieme per l’8 marzo, dai vieni anche tu”.

Tra una lettura e una chiacchiera arriva all’improvviso una speranza.

Tanti, troppi ancora sono gli stereotipi e i pregiudizi che ancora ristagnano nella nostra cultura. Pur tuttavia questi giovanissimi e giovanissime portano il segno di una nuova consapevolezza. E mentre giocano o studiano su libri di testo ridicoli e assurdi come quelli che per insegnare a declinare i verbi dicono la mamma lava, stira, cucina; papà lavora, studia, guarda la TV, maturano una nuova dimensione dell’essere uomini e donne con pari diritti e dignità.

In un laboratorio di scrittura una ragazzina di 12 anni scrive: “Sono certa che noi femmine siamo più intelligenti dei maschi. Ad esempio i maschi guardano sempre il sedere delle ragazze, noi no perché dei ragazzi guardiamo altre cose, non per forza il fisico, consideriamo anche il loro carattere. Quando ad un ragazzo piace una ragazza e vuole il suo numero di cellulare lo chiede agli amici e non alla ragazza stessa, che stupidaggine! Comunque i miei migliori amici sono sia un maschio che una femmina! E poi un interesse in comune lo abbiamo : I CAPELLI”.
Un ragazzino invece scrive: “A noi piacciono di più le ragazze semplici non quelle che sembra che sappiano tutto loro!!!”. È una paura velata che però emerge di fronte ai risultati scolastici dove le ragazze ottengono spesso quelli migliori e anche di fronte a una determinazione nelle scelte che le ragazze sembrano possedere maggiormente.

Di fronte ai dati agghiaccianti sulla discriminazione di genere contro le quali l’otto marzo è stato proclamato uno sciopero globale, queste giovanissime generazioni appaiono come uno squarcio di fiducia che va coltivato e preservato.
Al corteo tranfemminista saremo in tante e ci mischieremo giovani e meno giovani per vincere sulle disparità e diseguagianze, le ingiustizie e gli abusi contro le donne. Sarà per me un corteo di lotta ma anche di nuova speranza.

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