Europa alla deriva

di Marco Noris –

L’ultimo libro di Marco Bersani (Europa alla deriva. Una via d’uscita tra establishment e sovranismi, Derive Approdi, 2019) interamente dedicato all’Europa è un lavoro importante sotto molteplici aspetti. Innanzitutto l’autore è una delle figure apicali in Italia per quanto riguarda il mondo dei movimenti: fondatore di ATTAC Italia, promotore del Forum italiano dei Movimenti per l’Acqua e della Campagna ”Stop TTIP – Italia”, socio fondatore di CDTM Italia (Comitato italiano per l’abolizione dei debiti illegittimi), e offre una lettura della situazione europea e delle possibili alternative a partire da un angolo visuale diverso rispetto a quello offerto dai soggetti politici direttamente coinvolti nell’agone politico di questi tempi. Offre in tal modo, una visione anche in una certa misura esterna, dalla quale possono scaturire chiavi interpretative nuove che arricchiscono certamente il panorama analitico.
D’altro canto, però, in relazione al tema affrontato si possono misurare anche le convergenze concrete e potenziali tra le analisi e le progettualità della Sinistra europea e quella definibile più in generale come alternativa e i movimenti stessi. Sicuramente la questione delle convergenze di natura progettuale con i movimenti è questione pluridecennale che, in questo particolare contesto storico, non solo va semplicemente affrontata bensì risolta: la dispersione delle nostre “risorse scarse” in termini politici è nefasta per tutti.
A partire da questa premessa, il libro, giunto nelle librerie pochi giorni prima delle elezioni europee, offre notevoli spunti. La struttura dell’indice è abbastanza classica: un’accurata lettura della crisi, un’analisi della situazione politica attuale tra populismo e l’illusione del sovranismo e come troppo spesso sfortunatamente non accade, un importante sforzo di proposizione di concetti, linee guida, e riferimenti che giungono perfino alla definizione nel dettaglio di potenziali e concreti percorsi necessari all’attuazione di un’alternativa.
Da un lato alcune convergenze con quanto elaborato negli ultimi tempi in termini politici dalla Sinistra europea le si possono evincere già nel sottotitolo: lo spazio dell’alternativa nella quale si muove Bersani è il medesimo: tra establishment e sovranismi e, importante da sottolineare, condivide l’irriducibilità di una spazio di dimensione europea e internazionale delle lotte. D’altro canto le convergenze si possono misurare nel dettaglio con quanto elaborato nello specifico delle piattaforme elettorali sia del Partito della Sinistra europea sia dalla lista italiana nelle ultime elezioni.
Al di là però delle convergenze di natura generale e, anche di alcune potenziali divergenze in termini di lettura dei processi storici e politici degli ultimi anni, quello che forse è più interessante è rilevare da un lato l’importanza e la centralità di alcune questioni che questo lavoro pone e, dall’altro, gli elementi di novità che arricchiscono e aprono nuovi approcci analitici sia alla lettura del presente che alla costruzione dell’alternativa futura. Possiamo indicarne, tra gli altri, almeno tre.
Sebbene anche le piattaforme elettorali sembra abbiano chiaramente compreso l’importanza del tema, la liberazione dalla trappola del debito non è solo da considerarsi centrale ma prerequisito ineludibile se si intende procedere verso la realizzazione di un’alternativa sistemica e strutturale allo status quo. All’interno del variegato mondo dei movimenti, coloro che già negli anni ’80 del secolo scorso si sono occupati di cooperazione internazionale o di rapporti Nord-Sud del mondo, hanno ben compreso come la trappola e il ricatto del debito abbiano disegnato la geopolitica mondiale degli ultimi 40 anni. Quello che accade oggi in Europa è, per moltissimi aspetti, ciò che i paesi del Sud del mondo hanno subìto in questi ultimi decenni.
Questo aspetto riveste un’importanza centrale anche per una più concreta ed efficace collaborazione con un mondo di movimento che, da questo specifico punto di vista, dispone di un bagaglio culturale e di elaborazione sul tema, abbondantemente sottoutilizzato e del quale la Sinistra di alternativa non può fare a meno se intende affrontare – e possibilmente sconfiggere – il Moloch della finanza.
Un secondo punto riguarda la riappropriazione dei beni comuni. Il concetto di bene comune riveste un’importanza centrale perché arricchisce l’analisi delle possibilità di alternativa creando uno spazio per un concetto come quello di “comune” che va al di là della dicotomia pubblico-privato. Questo non è affatto avulso dalla questione e dalla falsa dicotomia Europa vs stato-nazione nella misura in cui nel contrasto alla cultura della privatizzazione dell’establishment non si può più opporre una semplice cultura della nazionalizzazione, bensì si propone una visione di socializzazione dei beni che diventa fondamentale per concepire una nuova visione della cittadinanza e della partecipazione.
Queste riflessioni si collegano con un terzo importante elemento di analisi proposto nel libro: quello della dimensione identitaria dell’appartenenza. Per Bersani la domanda di appartenenza è insopprimibile e, nella fase storica attuale è “talmente forte da determinare in molte persone la rinuncia ai propri diritti, a patto di poter sperimentare una qualche forma di inclusione sociale, anche simbolica”. A giudizio di chi scrive, questo è forse l’elemento di analisi più innovativo ed importante perché tende spesso a sfuggire e coinvolge le dimensioni antropologiche e di psicologia sociale che sono praticamente assenti nell’analisi politica soprattutto degli insuccessi della Sinistra non solo nostrana. La considerazione di queste dimensioni non solo aiuterebbe a capire meglio la realtà, ma anche capire il come agire e costruire il futuro di quell’altro mondo che ad oggi appare ai più impossibile.
Al di là di queste tre sottolineature il libro offre moltissimi altri spunti: la brevità del saggio sicuramente ne facilita giustamente la lettura ma i contenuti proposti aprono un vero e proprio vaso di Pandora dal quale scaturiscono idee e proposte tutt’altro che scontate e banali che devono essere comprese nell’elaborazione di un progetto di alternativa comune ed efficace. Da leggere.

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