Il cambiamento necessario

di Giancarlo Scotoni – Nell’ultimo periodo l’attività di transform!italia non è stata solo di riflessione e approfondimento e ha assunto connotati direttamente politici. Questo è stato dovuto al fatto che nel nostro Paese a sinistra esiste un deficit di disponibilità verso i temi della politica di opposizione in Europa e mettere sul tappeto quei temi assume un connotato politico. Per troppi l’Europa è solo un astratto luogo di dominio: una “economia” che si è fatta governance assoluta, un sistema di potere che è tanto inattaccabile da giustificare – da parte dei critici – un sostanziale disinteresse o una critica priva di relazione con il piano della realtà. Infatti, per molti, la radicalità dell’opposizione alle politiche europee si misura sul metro di un rifiuto apodittico: dall’Europa bisogna “uscire” e chi pensa che questa sia una strada irrealistica ancor prima che irrealizzabile è compromesso con il sistema.

L’Europa dei trattati e della parità di bilancio, dei diktat e della fame non verrà erosa pezzo a pezzo, nazione per nazione (e nemmeno regione per regione) da governi liberi e popolari. La strada, per lunga e difficile che sia, passa necessariamente per una connessione europea delle lotte, e cioè anche per il compito complesso e difficile che è la costruzione di una politica europea di sinistra che insegua e stani l’interconnessione del modello sociale dominante.

Nei fatti, in Europa esistono conflitti di genere, resistenze, sommovimenti, opposizioni, pratiche e politiche di alternativa. Certo l’impotenza della sinistra è grande dopo la rivoluzione capitalistica che ne ha marginalizzato gli strumenti e la funzione sociale; particolarmente in Italia, nella società multiforme e indifferenziata che riproduce la macchina dell’accumulazione questa impotenza non si esprime soltanto nel calcolo ragionieristico del voto utile, ma nell’indebolimento degli orizzonti di critica, di lotta, di trasformazione, senza i quali i terreni di resistenza perdono il loro senso, cambiano natura.

Anche in Italia – comunque – sul terreno dell’aggregazione politica un poco (o un molto) ha continuato a muoversi: a tentoni, misurando le ipotesi attraverso sconfitte dolorose e probabilmente inevitabili. Pensiamo che la presenza esplicita di una sinistra europea per quanto limitata sia stata importante anche per le dinamiche aggregative che si sono prodotte. Quando essa ha raggiunto le persone le risposte non sono state né strumentali, né di opportunità, né di “meno peggio”, né di opinione. Sarebbe occorso molto di più, non occorre dirlo, ma niente che non fosse all’altezza della politica necessaria sarebbe stato alla fine utile. Con questo siamo lontanissimi dal pensare all’omogeneità di pensiero come un valore: anzi, riteniamo indispensabile la presenza di identità, ruoli e percorsi diversi all’interno di un scambio a ampio raggio dove le conoscenze prodotte dalla pluralità trovino la loro politica.

transform!italia intende dunque continuare a contribuire a disegnare i contorni di una politica possibile per il conflitto disperso e scarsamente visibile che attraversa i nostri Paesi e che è la speranza di tutti. Desideriamo farlo allargando la discussione e approfondendo i temi, con il più elevato numero di contributi diversi. Ma ci sembra bene lavorare anche a dare una dimensione più organizzata e articolata al nostro impegno e per questo abbiamo intenzione di farci promotori della diffusione del Partito della Sinistra Europea anche come strumento di dibattito e di confronto tra le tante e i tanti che hanno contribuito all’impegno elettorale de la Sinistra e che desiderano continuare a contribuire al prosieguo del progetto.

Domenica 9, a Roma, al teatro dei Servi, transform!italia sarà presente accanto alle altre soggettività per un’assemblea che sarà un momento reale di confronto e di proposta.

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