L’Europa oggi

di Paola Boffo – dal convegno “Le sinistre al tempo dei populismi”

Il panel che mi è stato chiesto di coordinare ha la finalità di contribuire a dare una rappresentazione della situazione attuale nei Paesi europei, ed in particolare nei paesi mediterranei, nei Paesi dell’est, in Francia e in Germania.

La tesi è che l’Europa è ancora un puzzle, e ci restituisce un quadro frammentato di una Unione che esiste solo sulla carta.

“La rivoluzione europea, per rispondere alle nostre esigenze, dovrà essere socialista, cioè dovrà proporsi l’emancipazione delle classi lavoratrici e la realizzazione per esse di condizioni più umane di vita.” Questo si proponeva il manifesto di Ventotene.

Il modello sociale europeo è stato sviluppato in Europa negli anni ’40 per proteggere gli individui e le famiglie contro l’insicurezza sociale ed economica. Il modello sociale europeo varia nei diversi paesi, ma risponde a un progetto di base e unitario: produrre sicurezza sociale e economica attraverso programmi pubblici. Negli ultimi anni la protezione sociale è stata riportata sul mercato, innescando una diversa relazione fra individuo e società, e un diverso giudizio sul significato e sull’accettabilità della disuguaglianza.

Superato il modello sociale europeo, che voleva rispondere al bisogno di sicurezza di Stati uscenti da conflitti mondiali e di cittadini cui offrire beni comuni e soluzioni europei, il modello dell’attuale Unione Europea non è stato capace di contrastare gli effetti della crisi economica, anzi ha agito con politiche pro-cicliche determinando il peggioramento delle condizioni di vita delle classi subalterne, e l’aumento della povertà e dei processi di impoverimento.

Il liberismo cui sono state improntate le politiche ha condotto all’attuale situazione di sfiducia nei sistemi politici e partitici tradizionali, di disaffezione alla partecipazione elettorale, anche dove il voto è obbligatorio, alla crescente disintermediazione nella rappresentanza degli interessi collettivi.

La comunicazione politica, o dei politici, si fa direttamente sui social media, che soppiantano i canali formali. Le forme di democrazia diretta si affermano come strumento in grado di dare ai cittadini più potere nelle decisioni pubbliche. L’elezione di un presidente degli Stati Uniti o del Brasile viene condizionata sostanzialmente dalla propaganda sui social media.

Nell’esperienza dei partecipanti al panel:

  • i partiti populisti, cresciuti a causa di una domanda che non è stata soddisfatta dai partiti tradizionali, e soprattutto dai partiti e dai governi socialdemocratici, sono e saranno in grado di soddisfare questa domanda ?
  • e quindi ci troviamo di fronte ad un mutamento epocale o transitorio ?
  • con quali forme e con quali azioni si potranno contrastare i razzismi, i fascismi, i nazionalismi, e recuperare il processo di armonizzazione fra stati e popoli europei che pare interrotto e addirittura rovesciato?

 

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Introduction by Paola Boffo

The panel I was asked to coordinate has the purpose of helping to give a representation of the current situation in European countries, and in particular in the Mediterranean countries, in the Eastern countries, in France and in Germany.

The thesis is that Europe is still a puzzle, and gives us back a fragmented picture of a Union that exists only on paper.

“The European revolution, in order to respond to our needs, must be socialist, that is, it must propose the emancipation of the working classes and the realization for them of more human conditions of life.” This was the manifesto of Ventotene.

The European social model was developed in Europe in the 1940s to protect individuals and families against social and economic insecurity. The European social model varies in different countries, but it responds to a basic and unitary project: to produce social and economic security through public programs. In recent years social protection has been brought back to the market, triggering a different relationship between individual and society, and a different judgment on the meaning and acceptability of inequality.

Having overcome the European social model, which wanted to respond to the need for security of states emerging from global conflicts and of citizens, to offer common goods and European solutions, the current European Union model has not been able to counteract the effects of the economic crisis, indeed it has acted with pro-cyclical policies determining the worsening of the living conditions of the lower classes, and the increase in poverty and impoverishment processes.

The liberalism to which policies have been based has led to the situation, already discussed in previous panels, of distrust in traditional political and party systems, of disaffection with electoral participation, even where voting is mandatory, to the growing disintermediation in the representation of collective interests.

Political communication, or communication from politicians, takes place directly on social media, which supplants formal channels. New forms of direct democracy are established as a tool to give citizens more power in public decisions. The election of a president of the United States or of Brazil is substantially conditioned by propaganda on social media.

In the experience of panel participants:

  • the populist parties, raised due to a demand that has not been satisfied by traditional parties, and especially by social democratic parties and governments, are and will be able to meet this demand ?
  • and therefore, are we faced with an epochal or transitory change ?
  • with which forms and with which actions can we fight against racism, fascism, nationalism, and recover the process of harmonization between European states and peoples that seems interrupted and even reversed ?
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