Barabba era nipote di Mubarak?

di Paola Boffo – Il ministro dell’interno aveva affermato di sentirsi tranquillo, perché la sua decisione di impedire lo sbarco delle 177 persone soccorse dalla nave Ubaldo Diciotti il 16 agosto 2018, mediante l’ordine al capitano di non far sbarcare i migranti dalla nave che era approdata, dopo vari giorni di trattative fra Italia e Malta, il 20 agosto 2018 nel porto di Catania, è stata assunta “nell’interesse del Paese”. Lo sbarco è infine avvenuto solo il 26 agosto, a seguito di accordi con la Commissione europea per la ripartizione dei migranti in vari stati.

La Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari del Senato è convocata per martedì 19 febbraio alle 13,30 per decidere della domanda di autorizzazione a procedere chiesta dal tribunale dei ministri di Catania nei confronti del senatore Matteo Salvini, nella sua qualità di Ministro dell’interno, per il reato di sequestro di persona aggravato dalla qualifica di pubblico ufficiale, dall’abuso dei poteri inerenti dalle funzioni esercitate, nonché per avere commesso il fatto anche a danno di soggetti minori di età.

Il movimento cinquestelle per supportare la decisione da assumere in sede di Giunta ha deciso di ricorrere al voto degli iscritti alla piattaforma Rousseau, che si è svolto il 18 febbraio, non senza problemi di connessione e polemiche sulla formulazione del quesito.

Il risultato della consultazione si legge sulla stessa piattaforma:

“Le votazioni sul caso Diciotti si sono chiuse alle 21.30 di oggi. La partecipazione, sin dalle prime ore, è risultata particolarmente alta. Hanno votato 52.417 iscritti. La votazione odierna entra nella storia di Rousseau per essere stata quella con il maggior numero di votanti di sempre in una singola giornata. Un record. E ciò conferma l’importanza dei principi di democrazia diretta all’interno del MoVimento 5 Stelle. Fino a oggi il primo gradino del podio era occupato dal voto sulle Quirinarie del gennaio 2015, quando votarono 51.677 iscritti.

Ma ecco i risultati della votazione odierna:

Relativamente alla risposta: “[il ritardo dello sbarco della Diciotti, ndr] è avvenuto per la tutela di un interesse dello Stato, quindi deve essere negata l’autorizzazione a procedere” hanno votato 30.948 (59,05%)

Relativamente alla risposta: “No, non è avvenuto per la tutela di un interesse dello Stato, quindi deve essere approvata l’autorizzazione a procedere” hanno votato 21.469 (40,95%).

La maggioranza ha pertanto deciso che il fatto è avvenuto per la tutela di un interesse dello Stato, quindi deve essere negata l’autorizzazione a procedere.”

Dunque, il 59% dei votanti si è espresso contro l’autorizzazione a procedere, quindi, ci dice la piattaforma: “deve essere negata l’autorizzazione a procedere”.

Di Maio assicura che sosterrà i risultati della votazione on line, cui hanno partecipato 52.417 iscritti, pari allo 0,49% degli elettori del movimento alla consultazione del 4 marzo 2018 (10.732.066, pari al 32,68% dei votanti), dunque lo 0,29% ha votato contro l’autorizzazione.

Questo 0,29% del 32,68% del 72,94% degli elettori italiani orienterà il voto della Giunta per le autorizzazioni del Senato, e, come fa notare Valigiablu “sarà il primo caso al mondo in cui si userà la democrazia diretta per decidere se il potere legislativo può autorizzare il potere giudiziario a processare il potere esecutivo”, ma, aggiungiamo, una democrazia diretta piccola piccola.

Perché la piattaforma ci dice anche che “ciò conferma l’importanza dei principi di democrazia diretta all’interno del MoVimento 5 Stelle”.

Il Ministro per i rapporti con il Parlamento e la democrazia diretta Fraccaro, del movimento cinquestelle, si avvale del Dipartimento per le riforme istituzionali per l’esercizio delle deleghe a lui attribuite con particolare riguardo all’ampliamento  e al  potenziamento   degli  istituti   di democrazia diretta e partecipativi, dell’attività di consultazione pubblica su tematiche  di rilevante interesse pubblico e sociale, anche  attraverso  l’utilizzo di strumenti telematici, al rafforzamento e alla corretta applicazione degli  istituti di  democrazia diretta  previsti  dalla Costituzione,  dalle  leggi vigenti nonché  dai  trattati  internazionali   ratificati   dalla Repubblica italiana.

Nell’audizione alle Camere per la presentazione delle linee programmatiche del suo dicastero Fraccaro afferma che “…Questi obiettivi dell’azione dell’Esecutivo sono tesi a consegnare ai cittadini più potere nelle decisioni pubbliche, introducendo nuovi strumenti di democrazia diretta e potenziando quelli già esistenti. Democrazia diretta e democrazia rappresentativa, tuttavia, non vanno considerate in un’ottica di contrapposizione, bensì di reciproco completamento. Del resto, se si aumenta il potere dei cittadini di decidere direttamente e di controllare con più efficacia le istituzioni rappresentative, queste sono spinte a considerare con più attenzione le istanze che provengono dalla società e ad assumere decisioni che siano maggiormente in sintonia con la volontà popolare. Più democrazia diretta, dunque, non equivale a meno democrazia rappresentativa. Anzi si può realizzare una democrazia integrale che coniughi le forme classiche della rappresentanza con l’introduzione di nuovi strumenti di partecipazione. Contestualmente allo sviluppo della democrazia diretta occorre rafforzare il Parlamento, che deve essere valorizzato in relazione alla sua capacità di far entrare la volontà dei cittadini all’interno delle istituzioni.

In questo quadro assume particolare rilievo il tema della riduzione del numero dei parlamentari, misura richiesta a gran voce dai cittadini. … Il contratto [di governo ndr.] sottolinea che «occorre partire» da una «drastica riduzione» del numero dei parlamentari: 400 deputati e 200 senatori. Tale riduzione determinerebbe, evidentemente, positive ricadute in termini di spesa per gli organi costituzionali, ma ovviamente la motivazione di questa riforma non può ricondursi semplicisticamente a una sola esigenza di risparmio. La riduzione del numero dei parlamentari, infatti, potrà determinare un miglioramento del processo decisionale delle Camere, che potranno operare con più efficienza e, dunque, essere più capaci di rispondere alle esigenze dei cittadini. Con questa proposta, il Parlamento si dimostrerà capace di autoriformarsi nell’interesse esclusivo dei cittadini”.

Ora, l’interesse esclusivo dei cittadini, come l’interesse del Paese tanto a cuore al ministro dell’interno, come si identifica, dove si misura, in che modo si rappresenta, nell’epoca della disintermediazione ? Quando uno vale uno e può esprimersi direttamente sui social senza pensarci due volte, ma soprattutto quando l’elezione di un presidente degli Stati Uniti o del Brasile viene condizionata sostanzialmente dalla propaganda su Twitter, quando la comunicazione politica, o dei politici, anche in Italia, è fatta prevalentemente su Facebook e, ulteriore salto di qualità, il numero di follower su Instagram diventa una modalità di pagamento della cena giapponese in un ristorante di Milano, e alle prossime elezioni si candideranno e vinceranno gli influencer, a che serviranno i vecchi e arrugginiti strumenti e le forme della politica su cui tanto ci arrovelliamo, mentre la sinistra perde pezzi come il Tin man (l’uomo di latta) del mago di Oz a corto di olio lubrificante?

 

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